Il borgo di Carovilli

Nel verde dell’alto Molise, a pochi chilometri da Isernia, si trova il borgo di Carovilli, che conta all’incirca 1400 abitanti.

L’origine di questo nome è probabilmente legata al nome “Carvilius”, ovvero una ripetizione del nome di Spurio Carvilio Massimo, politico e generale romano, oltre che Console della Repubblica Romana.

Ma esistono anche altre ipotesi, meno diffuse.

Le prime tracce di popolazione in questi luoghi risalgono al 1068 d.C., quando Carovilli risultava essere un feudo della famiglia Borrello dal diploma con il quale un Borrello conte di Pietrabbondante effettuò una donazione di beni al Monastero di Sant’Apostolo.

Intorno al ‘700, Carovilli passò in dote ad Anna Maria Marchesano, moglie del duca di Pescolanciano, Giuseppe d’Alessandro: il paese rimase possedimento dei D’Alessandro fino al termine della feudalità.

Il borgo, che conserva la bellezza tipica dei piccoli centri del Molise interno.

carovilli-piazzaSi distingue per la piazza centrale che ospita la settecentesca chiesa parrocchiale e la fontana, che presenta sulla sua sommità una statua in bronzo raffigurante un giovane Bacco, alla quale la popolazione è particolarmente affezionata.

Irrinunciabile una visita anche alla Chiesa di San Domenico, che si trova esattamente sul percorso della transumanza, in quanto giace su un tratturello di collegamento tra i tratturi principali Celano – Foggia e Castel di Sangro – Lucera.

Apre al pubblico solo in occasioni particolari: una di queste è la festa della Tresca, l’antica trebbiatura del grano con animali.

La stagione estiva permette di esaltare anche la Chiesa di San Nicola sul Colle, che diventa teatro di numerosi eventi, anche musicali.

Non potete andare via da Carovilli senza recarvi anche alla Casa di Santo Stefano del Lupo, protettore dello splendido borgo molisano.

Proprio qui, nel periodo natalizio, si tiene uno dei più particolari e bei Presepi Viventi di tutta la Regione.

Un piccolo accenno ‘culinario’: Carovilli è famosa per la raccolta del tartufo, perciò non lasciate il paese senza averne assaggiato un po’.

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