Il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria
Il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria si trova a Perugia, in Piazza Giordano Bruno, ed è ospitato all’interno dei locali dell’antico convento di San Domenico.
La parte più antica è la chiesa di San Domenico Vecchio, a cui poi sono state affiancate strutture conventuali.
La prima presenza ‘museale’ in città (esattamente al Palazzo dei Priori) può essere fatta risalire al 1790, quando Francesco Filippo Friggeri, nobile perugino, donò la sua intera collezione.
In seguito fu l’attività dell’archeologo Giovan Battista Vermiglioli e dei suoi successori che contribuì profondamente alla crescita del Museo.
Fu nel 1948 che i Musei Civici furono trasferiti nella sede attuale.
Fino al 1958 la direzione fu affidata ad Umberto Calzoni, che arricchì ulteriormente la collezione già notevolmente ampliata dal materiale preistorico e protostorico derivato dal lavoro di Giuseppe Bellucci nei primi del secolo.
Nel 1960 lo Stato subentrò nella direzione del Museo.
Il Museo si divide in diverse sale a seconda dei vari criteri tematici, con testi e immagini che aiutano il visitatore nel suo percorso.
Tra le esposizioni principali, vanno citate senza dubbio le collezioni etrusco-romane e preistoriche formate a partire dall’Ottocento.
Il nucleo centrale è caratterizzato da materiale rinvenuto negli scavi operati nei dintorni di Perugia, dove si trovano numerose necropoli.
In particolare, va segnalato il sarcofago dello Sperandio e l’eccezionale complesso di bronzi arcaici da Castel San Mariano.
Se vi spostate al piano superiore, potrete invece ammirare i materiali pre-protostorici di diverse aree dell’Italia centrale.
Molti di questi rinvenimenti appartengono alla collezione di Bellucci.
Se invece vi recate nei sotterranei, potrete gustare la ricostruzione della tomba Cutu, una tomba ipogea che ospita un sarcofago e 52 urne cinerarie, appartenuti agli uomini della famiglia “Cai Cutu”.
Infine la Sala dei Bronzi, che va assolutamente visitata con attenzione.
Oltre al materiale delle splendide collezioni di cui parlavamo in precedenza, ovvero quelle di Bellucci e Calzoni, ultimamente la Sala è stata arricchita da una nuova sezione.
Quest’ultima rispetta i criteri museografici più recenti ed in particolare mostra le dinamiche di sviluppo di Umbri ed Etruschi, civiltà presenti rispettivamente a sinistra e a destra del fiume Tevere.
